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TRACY 168: Wild Style

5 March 2009 No Comment

tracy_1977Sul finire degli anni sessanta a NYC si stava uscendo da un periodo di crisi,c’era molto caos e negatività. Le gang proliferavano ovunque e non avevano pietà per nessuno. L’unica cosa positiva per me fu trovare un modo per
esprimere le mie frustrazioni. Vidi un treno e ci feci una tag e, prima che me ne accorgessi, avevo iniziato un movimento di massa. Libertà d’espressione, ecco di cosa parliamo: della possibil ità di dire ciò che pensavamo e accadeva nella strade. Lo scrivevamo sui treni così chiunque poteva leggerlo!

Avevamo trovato la forma d’espressione più adatta a noi e alla situazione in cui vivevamo. Per la prima volta potevano dire ciò che pensavamo e non leggere solamente quella stupida propaganda che arrivava da televisioni
e telegiornali. I graffiti nacquero per sfuggire alla disperazione della vita quotidiana. All’epoca, non potevi azzardarti a uscire dalla tua zona, se lo facevi e tornavi a casa vivo potevi considerarti fortunato. L’espressione artistica fu importantissima per noi poiché quando crei un pezzo non sono tanto  importanti i colori con cui stai dipingendo quanto quello che stai realizzando. I pezzi e la qualità della loro realizzazione diventarono più importanti dell’appartenenza a una determinata gang. Ogni artista portava nelle sue opere il proprio background e stile. È una forma d’espressione artistica davvero incredibile, capace di infrangere tutte le barriere; siamo tutti uniti in un’unica cultura grazie a questa caratteristica peculiare. Credo proprio che la nostra arte sia riuscita a far diventare il mondo un posto migliore e sono felice d’esser parte di questo movimento artistico. Riflettendoci è incredibile, non ci avrei mai scommesso sopra…

Andavo in giro con un amico e facevamo tag. Non c’erano ancora i pezzi sui treni all’epoca, neanche tag sull’esterno. Un giorno feci una tag pensando che non l’avrei rivista mai più… quella stessa sera per pura coincidenza rividi quello stesso treno con la mia firma. Whoa! C’era qualcun altro che aveva aggiunto la sua proprio accanto alla mia. Quel che accadde da quel momento in poi è ormai storia. Iniziai a farne altre, più grandi, più belle, più colorate. Prima di rendermene conto stavo dipingendo interi vagoni. In questo modo, però, dando visibilità ai pezzi sull’esterno delle carrozze, avevamo gli sbirri alle calcagna. Ormai sapevano che andavamo nei depositi e sulle sopraelevate per dipingere. Nonostante la repressione, almeno all’inizio i nostri lavori non vennero cancellati e così girarono per la città come esposizioni itineranti. I pezzi iniziarono a evolvere velocemente – due, tre colori, interi vagoni e poi treni. Non c’era limite alla creatività. Poi iniziarono a complicarsi le lettere e le forme. Era meraviglioso. Una bomba adrenalinica. Per quanto mi riguarda non c’era nessuno a cui ispirarsi, perché sono tra i pionieri di questa forma d’arte. Capisci cosa voglio dire? Quando ho
iniziato non c’era nessuno. Sono sempre stato il migliore, non scherzo. Ho sempre spaccato il culo a chiunque. Sono stato un precursore e sono sempre rimasto avanti.

Il wild style è ciò che vivo e respiro – la mia arte. La mia arte rappresenta il mio modo di vivere, una tecnica selvaggia. Devi trovare un proposito nella vita e una volta trovato cerchi di svilupparlo al massimo. Intendo dire dedicarsi a qualcosa per ore senza la minima fatica. Ho trovato la mia vita nell’arte. Quando trovi la tua via, puoi restituire qualcosa alla comunità da cui provieni. Proprio perché ami ciò che fai e lo vivi. Il wild style è un modo di vita per chiunque, che tu sia un ciclista, uno skater o anche solo un postino: vuol dire esser il migliore sempre, qualsiasi cosa tu faccia.

TRACY168

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