Home » Featured

Remembering Rammell:zee

22 July 2010 No Comment

ramm(Articolo pubblicato su Alias)
Rammellzee è un personaggio eccentrico, eclettico, difficile da comprendere e interpretare correttamente: Ramm è un’opera d’arte vivente, un esempio delle diverse forme che l’espressione artistica può assumere e sintetizzare. Proprio per questo, per meglio capire quest’artista che ci ha lasciato nel giugno del 2010 a soli 49 anni, bisogna partire dalle origini, dalla sua infanzia, dall’incontro con i writer e gli MC che contribuiranno all’evoluzione di uno stile e una filosofia senza precedenti.

Rammellzee nasce nel 1960 a New York, più precisamente a Far Rockaway, nel Queens. Comincia a scrivere sui treni molto giovane, verso la metà degli anni Settanta, influenzato dai writer della linea 1 come Phase 2, Peanut 2, Jester e, successivamente, Dondi, che diviene per lui una sorta di mentore. In una intervista via lettera con l’autore Rammellzee racconta, Ho iniziato nel 1974. Andavo dal Queens fin nel Bronx perché era da lì che veniva quella cultura. Ho lasciato la mia firma sulle linee di tutta la città ma quelle che preferivo erano la A,la C e la E. I writer che lasciavano le loro opere sulla linea A, in particolare Phase 2, Peanut 2 e Jester, hanno avuto una profonda influenza sull’evoluzione del mio stile. Saltavo scuola per incontrarmi con altri writer alle prime armi e scambiarci i nostri blackbook. Usavamo penne con la gomma e pennarelli del supermercato che sporcavano le tasche dei pantaloni, ma almeno ti permettevano di lasciare la tua tag. Una volta a casa, però, una ripassata da parte delle nostre madri era assicurata per via dei pantaloni macchiati. Conobbi Dondi attraverso un altro writer. Mi portò a casa sua. Dondi non voleva neanche farmi entrare finché gli fu assicurato che ero bravo. Ci frequentammo molto per circa quattro, cinque anni. Dondi aveva compreso che stavo facendo evolvere il mio stile; non riusciva a comprendere come tale evoluzione fosse stata concepita da qualcuno che arrivava da Far Rockaway. L’idea di trasformare una freccia in un missile avrebbe dovuto esser stata concepita da qualcuno all’interno della gerarchia, da qualcuno di Brooklyn. Sono stato membro della United Graffiti Artists, come la maggior parte dei writer e ho fatto parte di molte crew (CIA, BAD, TKC, NGG, FB1, solo per nominarne alcune) e ho operato sotto diversi nick (Evolution Griller – EG, Hyster e Rammellzee equazione dinamica per Jamel Z). Ho operato sulle linee di tutta NYC. I miei depositi preferiti erano Rockaway Park Broadway, Junction, Eastern Parkway, Metropolitan Avenue, Ghost Yard, Pelham Bay, Van Courtland Park e molti altri ancora.

Nel 1980, come molti suoi coetanei, smette di fare pezzi sui treni e comincia a esporre dipinti e sculture in gallerie e musei, nazionali e internazionali. A distanza di anni, Ramm ritiene che quella scelta fu negativa per l’evoluzione dell’arte; i writer infatti ottennero fama e soldi per un periodo molto ridotto, rinunciando allo spirito li aveva spinti a realizzare, di giorno in giorno, opere sempre più azzardate. La scelta per lui era sbagliata non tanto perché gli artisti fossero sfruttati dai galleristi, quanto perché avevano interrotto il percorso originale per armare le lettere e portare avanti la guerra contro un alfabeto biologicamente malato. Come dichiarò lo stesso Rammellzee alla webzine 149st.: Abbiamo tradito ciò che avrebbe potuto essere la nostra cultura. Fare il writer solo per la fama è molto triste. Nel 2000 andai a un’esposizione. Chiunque fosse qualcuno in questa sottocultura aveva delle opere in svendita. Nessuno riuscì a vender nulla, tranne pochissimi. In quel momento percepii la fine di questa cultura. Troppa buona cultura e pochi burner. I burner sono il nostro Futurismo! Avremmo dovuto rimanere fedeli ai nostri principi tramandatici dai monaci. È difficile diventare un’opera d’arte vivente con uno stile Bboy, ma io ci sono riuscito e chiunque avrebbe potuto riuscirci.

In quel periodo Ramm inizia a sviluppare la sua personale filosofia secondo la quale il writing è un atto di guerra, un assalto militare contro le imposizioni della scrittura e dell’alfabeto contemporaneo: la teoria generale del Gothic Futurism, che si basa sul postulato che i writer stavano cercando di liberare il potere mistico delle lettere dalla standardizzazione dell’alfabeto, una missione ereditata, a suo avviso, dai monaci medievali. Una figura eccentrica il cui pensiero era pari solo all’estetica delle sue creazioni e delle maschere e armature che indossava sempre durante le sue apparizioni pubbliche.

La maggior parte degli adepti della cultura hip hop sono venuti a conoscenza di Rammellzee attraverso le prime storiche pellicole di inizio anni Ottanta a New York; lo conoscevano non come writer o come teorico, bensì come MC: in Wild Style lo vediamo esibirsi sul palco dell’anfiteatro mentre i Rock Steady Crew fanno la loro performance, mentre in Style Wars collabora alla colonna sonora con il pezzo Beat Bop. Come ricorda lo stesso Rammellzzee, per quanto mi riguarda, oltre a essere un artista visuale, nel 1976 ho iniziato anche la mia esperienza come MC. Sviluppai diverse forme d’espressione vocale, le più conosciute sono the duck, drag racing, evolution e lecture. In questa doppia veste ho partecipato al primo tour hip hop in Europa con Fab Five Freddy.

Nel 1983, la Tartown Records, sotto l’egida del produttore Jean-Michel Basquiat, pubblica un 12 pollici intitolato Beat Bop di Rammelzee Versus K-Rob. Sulla base musicale di Basquiat, K-Rob rappa liriche che parlano della corruzione e della miseria della realtà in una metropoli urbana, ispirato dal testo di The Message di Grandmaster Flash & the Furious 5, mentre Ramm utilizza espressioni verbali che sembrano un cut up realizzato da un Burroughs in acido. Tornato dal tour Europe One, a casa di Jean-Michel Basquiat incontrai quello che diventò il mio socio al microfono: K Rob. Jean aveva scritto una canzone e voleva che la rappassi con lui, ma dopo aver letto il testo ci rifiutammo; decidemmo che io avrei interpretato un pappa e lui uno studentello e che avremmo improvvisato tutte le rime. Jean-Michel realizzò la musica senza che ne sapessimo nulla. Non doveva essere pubblicata, era solo una prova, e invece fu venduta alla Profile Records. Non vidi il becco d’un quattrino poiché l’assegno, che era stato dato a Basquiat non venne mai incassato. Hanno persino sbagliato a scrivere il mio nome in copertina. Questo disco, prodotto in sole 500 copie e divenuto ricercatissimo per i collezionisti, ha avuto un impatto enorme per l’evoluzione dell’MCing: lo stile gangsta duck inventato da Rammellzee influenzerà artisti come i Beastie Boys e i Cypress Hill.

Sia lo stile grafico, sia quello vocale di Rammellzee sono difficilmente etichettabili e lo si può ben capire ascoltando i nomi degli artisti che l’hanno ispirato: Sun Ra e George Clinton, gli AC/DC, gli Hells Angels e Gene Simmons dei Kiss. Un insieme di nomi eclettico e distante quanto le galassie contemplate nella sua interpretazione filosofica dell’universo. Nel 2003 si esibisce presso la Knitting Factory di Manhattan con la Death Comet Crew, un gruppo di musica sperimentale con il quale collaborò spesso negli ultimi tempi; nel 2004 pubblicò il suo primo disco, Bi-Conicals of the Rammellzee.

Negli ultimi anni un male incurabile che si protraeva da tempo non gli ha permesso di dedicarsi a nuovi, incredibili progetti. Per Ramm la morte non rappresentava in alcun modo la fine di un percorso bensì solo un cambio di forma e stato; anche dopo la scomparsa il suo contributo nella storia della cultura hip hop continuerà a esercitare una forte influenza su molti artisti.

Comments are closed.