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| Chuck D, fondatore dello storico gruppo dei Public Enemy, è considerato una delle figure di maggior spicco della scena hip hop. Le produzioni di Chuck D e del suo gruppo hanno avuto un impatto enorme sull’America nera, ponendo all’ordine del giorno le questioni dell’impegno e della militanza. |
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| Jeff Chang aka Dj Zen, giornalista e Dj radiofonico, è tra i fondatori dell’etichetta indipendente SoleSides (ora Quannum Project) con Dj Shadow, Lyrics Born e Blackalicious. Autore di una fondamentale storia della generazione dell’hip hop, Can’t Stop, Won’t Stop, è tra gli organizzatori della National Hip-Hop Political Convention. |
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| Michael Holman, figura cruciale per l'evoluzione della scena hip hop e la sua diffusione, rappresentò il punto di contatto tra la gioventù di colore che proveniva dal Bronx e i giovani punk rocker e creativi bianchi di Manhattan. Ricordato come The Host With The Most, Holman è stato il conduttore dello storico programma Graffiti Rock. |
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| Bakari Kitwana, giornalista indipendente, ha recentemente pubblicato due libri The Hip-Hop Generation e Why White Kids Love Hip-Hop che offrono un’interessante e provocatoria analisi della cultura hip hop e delle relazioni di razza negli Stati uniti contemporanei. È stato caporedattore della casa editrice Third World Press e della rivista “The Source” ed è tra gli organizzatori della National Hip-Hop Political Convention. |
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| Felicia Miyakawa insegna presso il dipartimento di Musicologia della McLean School of Music. I suoi interessi sono focalizzati sulla musica e cultura hip hop, afro-americana e sul nazionalismo nero. Ha pubblicato un’analisi molto approfondita dell'influenza dei Five Percenters sull'hip hop: Five Percenter Rap. |
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| Boots Riley, voce del gruppo rap The Coup, di cui scrive i testi e realizza le basi musicali. Il gruppo ha pubblicato i seguenti cd Kill My Landlord, Genocide and Juice, Steal this Album, Party Music e Pick A Bigger Weapon, accreditandosi come una delle espressioni culturalmente più consapevoli del Movimento di liberazione nero. |
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| Rha Goddess, poetessa, cantante e attivista comunitaria, è stata Zulu Queen e portavoce internazionale della Universal Zulu Nation. È tra le fondatrici di Sista II Sista Freedom School for Young Women of Color e di We Got Issues!, un'organizzazione
no profit che opera per l'emancipazione delle donne di colore. |
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| Adisa Banjoko, giornalista indipendente, esperto di Islam, arti marziali, storia nera, conosciuto con lo pseudonimo di The Bishop of Hip Hop, è autore di due volumi sulla cultura hip hop dal titolo Lyrical Swords Vol.1 e Vol.2 e conduttore dello show radiofonico One Mic Radio (www.iciclenetworks.com) |
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| Davey D, giornalista indipendente, Dj e attivista immerso nella cultura hip hop sin dagli albori, nel Bronx degli anni Settanta. Lavora per l'emittente radiofonica californiana Kmel, è tra i fondatori della Bay Area Hip Hop Coalition e membro della Bay Area Black Journalist Association (www.daveyd.com). |
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| Henry Chalfant, fotografo, i suoi scatti a graffiti e b-boy della New York dei primi anni Ottanta sono stati esposti in numerose gallerie. È autore con Marta Cooper di Subway Art, coproduttore di Style Wars e regista di Mambo to Hip Hop. |
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| Mark Anthony Neal, giornalista e docente presso il Dipartimento di studi africani e afro-americani della Duke University. È autore di tre testi fondamentali per la comprensione della musica nera contemporanea, What the Music Said, Soul Babies, Key Songs in the Black Life. È coautore di That's the Joint! |
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| Gwendolyn D. Pough, giornalista indipendente, è docente presso il Dipartimento di Women Studies della Syracuse University. Il suo libro Check It While I Wreck It affronta il tema dell’immagine femminile nella cultura hip hop. |
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| Marcyliena Morgan insegna presso il Dipartimento di comunicazione della Stanford University ed è fondatrice dell'Hip Hop Archive, un'iniziativa accademica dedicata allo studio della musica e della cultura hip hop. È autrice del libro The Fifth Element. |
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| Greg Tate, giornalista e critico musicale per il "Village Voice", scrive per riviste quali "Rolling Stone", "Vibe" e "New York Time". È autore di Flyboy in the Buttermilk e curatore della raccolta di saggi critici Everything But the Burden. Con Vernon Reid (dei Living Colors) è tra i fondatori della Black Rock Coalition. |
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| Raheim è fra gli Mc che hanno contribuito a creare il mito della old school, quell’uptwon culture, in seguito conosciuta come hip hop. Alla fine degli anni Settanta entrò a fare parte del gruppo di Mc, The Furious 5, che si esibivano con Grand Master Flash. |
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| Robin D.G. Kelley, professore presso il Dipartimento di antropologia della Columbia University, si interessa prevalentemente di storia afro-americana, di musica nera e di movimenti radicali. Ha pubblicato Freedom Dream, un testo fondamentale che pone la passione rivoluzionaria al centro dei grandi cambiamenti della storia. |
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| Bonnie Kerness, attivista impegnata nel monitoraggio e nella difesa dei diritti dei prigionieri sin dalla metà degli anni Sessanta. Coordinatrice dello Human Watch Program per conto dell’American Friends Service Committee, rappresenta una delle più autorevoli voci critiche riguardo alle politiche repressive del governo statunitense. |
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| Craig Watkins, docente presso il Dipartimento di Sociologia della Austin University, è autore di Representing e di Hip Hop Matters, un testo che affronta l'influenza crescente della cultura hip hop sulla politica, l'identità e gli atteggiamenti della gioventù statunitense contemporanea. |
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| M1 aka Mutulu Olugabala è uno dei protagonisti del tentativo di riaffermazione di un movimento di liberazione nella comunità nera. Dalla metà degli anni Novanta, M1 e Stic.Man formano il leggendario gruppo rap dei Dead Prez. M1 è tra i fondatori della sede di Brooklyn del National Peoples Democratic Uhuru Movement e del Malcolm X Grassroots Movement. |
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