Stili/Come il genere afroamericano ha influenzato generazioni di rapper Quarant’anni fa Rakim, inaugurava un nuovo modo di pensare il ritmo e lo spazio tra le parole. I riferimenti a Coltrane e Sun Ra
Quando il singolo Eric B. Is President esplose nel 1986, non segnò solo l’inizio della carriera di un mc destinato a diventare leggenda: inaugurò un nuovo modo di fare rap, di pensare la lingua, il ritmo e lo spazio tra le parole. Rakim, all’anagrafe William Michael Griffin Jr., fin dai primissimi passi, mostrava come l’hip hop potesse prendere mosse dal jazz, non come semplice citazione o campionamento, ma come grammatica ritmica viva. Suonava il sassofono, leggeva le note e ascoltava jazz grazie ai genitori. Ma più di tutto c’era John Coltrane. In Sweat the Technique, la sua autobiografia, Rakim lo definisce la sua «stella polare musicale»: ogni frase, ogni pausa, ogni respiro prende forma come un assolo del maestro di sax. My Melody, sul lato B di quel leggendario singolo, mostra in modo limpido la sua rivoluzione tecnica.