Mr. President, giù le mani dalla mia musica

Storie Il rapporto sempre più critico e teso di pop, rock o rap con il potere nell’America di oggi. Dalle proteste simboliche del passato a una rete legale per difendere opere e artisti da un sistema politico che punta a controllare gli immaginari culturali. Occhio all’IA

Negli ultimi anni qualcosa si è incrinato nel rapporto tra politica e cultura popolare. Per decenni la politica americana ha saccheggiato senza troppi scrupoli il repertorio della musica pop: un riff trascinante, un ritornello riconoscibile, qualche secondo di una hit bastavano a trasformare un comizio in spettacolo e un candidato in protagonista di una narrazione emotiva. La musica funzionava come un acceleratore simbolico, capace di dare al potere ciò che la politica fatica a produrre da sola: atmosfera, immaginario, identità.

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