Tra l’estate e l’autunno del 1986 il gruppo rap dei Beastie Boys incise un album che fornì un contributo fondamentale al consolidamento delle enormi potenzialità commerciali dell’hip hop. Con il successo di Licensed to Ill, l’hip hop iniziò quell’evoluzione che avrebbe portato a diventare uno dei fenomeni più influenti della cultura pop contemporanea. La volontà esplicita di voler includere campionamenti di riff di chitarra rock sopra beat hip hop, marchio di fabbrica della Def Jam per tutta la seconda metà degli anni Ottanta, rese i Beastie Boys non solo dei veri e propri idoli giovanili ma anche dei pionieri del rap-rock.
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(Articolo pubblicato su Alias)
26/04/2011
(Articolo pubblicato su Alias)
24/07/2010
(Articolo pubblicato su Alias)
08/03/2009
(Articolo pubblicato su Alias)
06/01/2009
I video pubblicati in questa categoria rappresentano alcune tra le più recenti video-interviste realizzate da u.net durante viaggi e/o eventi. Il tema di tali video sono la cultura Hip Hop e la storia afro-americana.
In questa categoria troverete le interviste sulla storia e le origini della cultura Hip Hop in cinque città europee (Londra, Parigi, Amsterdam, Stoccolma e Roma).
In questa categoria troverete le segnalazioni riguardanti libri, video, articoli e approfondimenti prodotti dai più brillanti artisti, registi, intelluattuali e storici dell’Hip Hop Generation.
Mike G, Africa Baby & Sammy B are the Jungle Brothers. They rocked Biko Club in Milano on
The coup european tour, Milano 12/04/2012
In the 1980s, New York City went through the best and worst of times. While the hood was popping and rocking to the ever-growing hip-hop culture, toxic white clouds of crack hovered over those same communities. Neighborhoods such as Harlem, Bed-Stuy, South Bronx, East New York, Queensbridge and Washington Heights, to name a few, were on the verge of self-destruction. While most MCs during that golden age of rap came from the same damaged urban areas suffering from Reganomics, crack fallout and a declining education system, there was not much poetic rawness in their observations. With the exception of Just Ice, Spoonie Gee, Schooly D., KRS-1 and, of course, Grandmaster Flash’s classic “The Message,” most lyricists were trying to be more about partying than being grimy.
Quartiere Muguets, anni novanta. Le forze dell’ordine presidiano una cité, una delle città satellite della banlieue parigina. All’ombra di blocchi di cemento sviluppatisi in altezza, si respira un clima di tensione: la notizia del grave ferimento di un sedicenne del quartiere durante un interrogatorio in commissariato, ha generato una notte di guerriglia urbana. Così con un riferimento esplicito a L’odio di Kassovitz, si apre Rapropos. Il rap racconta la Francia, il primo libro di Luca Gricinella, giornalista musicale da tempo attento osservatore della scena Hip Hop nostrana, e non solo, sulle pagine de Il Manifesto e Rumore.
Il nome di Serch divenne popolare per gli amanti del rap a livello internazionale nel 1989 con la pubblicazione di The Cactus Album di 3rd Bass, uno dei primi gruppi che includeva due MC bianchi, MC Serch e Prime Minister Pete Nice, e un DJ di colore, Richie Rich. In realtà, il nome dei due MC era già noto da tempo nella scena underground cittadina; Pete Nice conduceva uno show radiofonico e MC Serch aveva già pubblicato un singolo, Hey Boy (1987). In particolare MC Serch con quel taglio Hi Top fade era una figura ben nota all’interno di uno dei club Hip Hop più rinomati dell’epoca, il Latin Quarter. Conosciuto come ‘l’unico bianco del club’ o come ‘il bianco che sapeva ballare’, Serch iniziò a farsi notare dapprima dando dimostrazione del suo talento nella danza, un talento che lo portò ad esser invitato come guest star durante le performance di molti altri artisti (Stetsasonic, PositiveK e RUN DMC)
38th Zulu Anniversary. SOB, New York. Slide with Melle Mel