E’ l’estate del 1989 e per le strade di Bedford Stuyvesant l’eccitazione è palpabile. Centinaia di giovani marciano urlando slogan e issando cartelli con immagini di leader del movimento nero, personalità afro americane e scritte con i nomi dei luoghi della rivolta nera. Un giovane nero con un cappello da basket, a capo di quella moltitudine nera, rappa di combattere lo status quo per ridare tutto il potere al popolo. Pochi momenti nella storia della musica sono stati così dirompenti, aggressivi, galvanizzanti e, al tempo stesso, scioccanti per l’America bianca. Chuck D, leader della formazione dei Public Enemy rappava, Elvis per molti fu un eroe / Ma non ha mai significato un cazzo per me /Era un fottuto razzista quel bastardo / Chiaro ed esplicito / Affanculo sia lui che John Wayne / Sono nero ed orgoglioso / Sono pronto, eccitato, di più elettrizzato / La maggior parte dei miei eroi non appaiono sui francobolli, attaccando frontalmente l’America bianca, usando la musica come arma di resistenza.
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The legacy of Trace 2 (TBB)
Interview with Doc Ice - UTFO/Whodini
Interview with Brother J
Prince Whipper Whipe - Fantastic / Romantic 5
I video pubblicati in questa categoria rappresentano alcune tra le più recenti video-interviste realizzate da u.net durante viaggi e/o eventi. Il tema di tali video sono la cultura Hip Hop e la storia afro-americana.
In questa categoria troverete le interviste sulla storia e le origini della cultura Hip Hop in cinque città europee (Londra, Parigi, Amsterdam, Stoccolma e Roma).
In questa categoria troverete le segnalazioni riguardanti libri, video, articoli e approfondimenti prodotti dai più brillanti artisti, registi, intelluattuali e storici dell’Hip Hop Generation.
Il Fresh Fest fu un momento cruciale per la popolarità della trasmissione. Fino a quel momento non avevamo mai avuto l’occasione di filmare un vero e proprio concerto hip hop; in realtà, non c’era mai stato un evento hip hop di tale portata a New York City. Fu un episodio storico per chiunque fosse immerso in quella cultura. Per la prima volta nella storia della televisione si potevano vedere le immagini di una sala da concerto stracolma di migliaia di ragazzi neri, bianchi, asiatici, latini. Fino ad allora qualcosa del genere era inimmaginabile. In quell’occasione, i ragazzi neri del ghetto realizzarono la passione per l’hip hop dei loro omologhi bianchi. Quel concerto fu importante perché rese evidente a tutti che l’hip hop era un movimento capace di abbattere qualsiasi barriera razziale.
C’era un tempo in cui sapere ciò che era di moda (cool) e dove poterlo comprare era tutto ciò che contava! Durante gli anni ottanta e novanta, chiunque volesse apparire stiloso, alla moda, con abiti all’ultimo grido e, soprattutto, unici, sapeva che esistevano due destinazioni a New York City in cui chiunque avesse un nome, come celebrità di strada o nella scena Hip Hop, frequentava abitualmente. Lo status associato ai quei due nomi era tale da non aver necessitare di alcun tipo di pubblicità o promozione che non fosse il passaparola; si doveva conoscere qualcuno in grado di indicare dove si trovassero per poter accedere alle cattedrali di quel credo underground: la ricerca di uno stile unico che andasse ben al di là della semplice ostentazione, alla ricerca del lusso come dimostrazione di uno status acquisito.
Cosa ha ispirato il rap dei 99Posse ? ecco un estratto da un intervento di Luca O’Zulù all’interno della 4 giorni dedicata alla cultura Hip Hop, From African roots to Global Hip Hop, evento tenutosi in COX18 nel marzo del 2003.
Just another motherfucking day for Dre / So I begin like this / No Medallions, dreadlocks or black, fists / It’s just another gangsta glare with a gangsta raps / That gangsta shit make a gang of snaps, così rappa Dr Dre nel video di Let me Ride su una base musicale suona sample dei Parliament Funkadelic, James Brown e Bill Whithers. Mentre viaggia su una Lowrider del 1964 tra gli isolati di Compton, il rapper/producer di Los Angeles dichiara senza mezzi termini la propria filosofia, un elogio della vita gangsta e il proprio rifiuto per l’impegno politico e il suo immaginario: niente medaglioni, pugni chiusi né dreadlocks simboli dell’estetica della scena rap militante.
Presentazione del libro di u.net, Louder Than a Bomb (agenziax, 2012). Sul palco MC Mello, DJ Stile, u.net
Coldcrush Brothers Live at SOB during the Zulu Nation Anniversary - nov 2011