Stand 4 What !

Stand 4 What !

Razza, rap e attivismo nell’America di Trump

Otto anni di Obama non hanno intaccato la crescente polarizzazione politica e sociale, ora l’amministrazione Trump vuole eliminare le paure dei bianchi sulla pelle di migranti, musulmani, donne, neri e coloro che non “meritano di vivere il sogno americano”. In questo passaggio critico è fondamentale indagare il rapporto tra le esperienze di base e la loro produzione culturale, capire quali percorsi si stanno sviluppando nella ricerca di un nuovo immaginario black. Stand 4 what è un viaggio nelle contraddizioni causate dalle politiche neoconservatrici, una riflessione sui movimenti radicali delle periferie e della provincia americana. A partire da Black Lives Matter, un fronte dissidente formato da giovani e sostenuto da una scena di artisti riscopre nel rap l’arma più potente.

Unstoppable

Unstoppable

The early stages of Hip Hop in London

Unstoppable aims to portray this creative shockwave through the words of those who initiated it. B-boys, MCs, graffiti writers, DJs, producers, journalists and label managers will tell the story of their first encounter with Hip Hop culture, their journeys around the city in search of like-minded people sharing their passion, the inspirations and influences behind their own style, and of how the mainstream music business quickly transformed the scene. Whether it was rapping or breakdancing, DJing or graffiti writing, anyone could take part in this new game and gain respect and recognition by developing his personal skills in one of the 4 elements. It created a close-knit community based on talent, pride, respect, competition and collaboration.

Don’t Believe the Hype

Don’t Believe the Hype

Ferguson, Black Lives Matter & Hip Hop

Don’t believe the Hype è un’istantanea sulle tensioni razziali, sulle politiche di contenimento e repressione e sulla nascita di nuove forme di attivismo di base che da qualche anno fanno ribollire di energie le strade delle comunità di colore nelle grandi metropoli statunitensi. Le cronache televisive e giornalistiche di e su quei giorni offrono analisi tanto dettagliate e pericolosamente superficiali quanto l’attenzione e la memoria sul caso specifico o sui singoli episodi di brutalità poliziesca. Una volta terminato il clamore degli eventi, le telecamere si spengono e d’un tratto tutto scompare. Di ciò che rimane sull’asfalto nessuno è interessato; almeno sino all’assassinio successivo, sino alla molotov successiva.

NO HALFSTEPPIN

NO HALFSTEPPIN

An Oral and Pictorial History of New York City Club the Latin Quarter

In the mid-1980s, DJ duo the Awesome 2, along with hip-hop impresario Paradise Gray, helped transform Manhattan salsa club the Latin Quarter into an iconic hip-hop institution. Legends were born in that bustling Times Square club—from Stetsasonic, KRS-One, and Eric B. & Rakim to Queen Latifah, Public Enemy, and A Tribe Called Quest. Unsigned artists could drop a hot set and score a record deal—or get booed off the stage like Amateur Night at the Apollo. You could walk into the club a nobody and come out a star. A musical incubator of hip-hop’s Golden Era, the Latin Quarter was also pivotal in the creation of the the Stop the Violence Movement.

Louder Than a Bomb

Louder Than a Bomb

La golden age dell’hip hop

Louder Than a Bomb è un viaggio attraverso le origini e l’esplosione della golden age dell’hip hop, il periodo in cui da cultura underground radicata nell’ambiente urbano divenne un fenomeno mainstream, con largo seguito nelle aree suburbane. Il volume raccoglie una serie di racconti orali dei protagonisti e alcuni brevi saggi introdotti da una cronologia su politica, moda, sport e cinema dell’America nera degli anni ottanta, ed è completato da una panoramica sulla scena londinese che mette in risalto il primo impatto dell’hip hop in Europa. u.net con il suo stile narrativo sincopato costruisce un collage di immagini, digressioni, salti temporali, agganci e aperture per presentare i diversi argomenti, come in un cut & paste di una produzione rap.

Renegades of Funk

Renegades of Funk

Il Bronx e le radici dell'hip hop

Nel Bronx, durante i primi anni settanta, le gang stipularono una tregua. Nelle zone liberate del ghetto i giovani iniziarono a sfidarsi inventando uno stile nuovo nella danza, nella musica e nella spray art che pose le premesse per la nascita e la diffusione nel mondo della cultura hip hop.
Renegades of Funk ripercorre le fasi cruciali di questa esplosione creativa attraverso le testimonianze dei protagonisti della old school. Da Trac2 a Tracy 168, da Charlie Chase a Rodney C!, da Rammellzee a Busy Bee. Storie, ricordi, riflessioni e tavole rotonde compongono un affresco più colorato dei graffiti su un treno della metro, più spettacolare delle acrobazie di un b-boy, più coinvolgente di una battaglia fra DJ, più ritmato di un MC che con il suo microfono racconta nuovi mondi.

Bigger than Hip Hop

Bigger than Hip Hop

Storie della nuova resistenza afroamericana

Bigger than hip hop è una dettagliata mappa sui più recenti sviluppi della cultura hip hop statunitense, punto di riferimento obbligato della musica, del linguaggio e dello stile di vita nero. Grazie alle testimonianze di artisti quali M1 dei Dead Prez e Boots Riley di The Coup e alle riflessioni di critici quali Bakari Kitwana e Greg Tate, u.net traccia un itinerario attraverso il rap, la street art, il cinema e le componenti politiche e sociali che stanno alla base di quest’ondata di creatività proveniente dai ghetti postindustriali. Un volume “a caldo” sulle nuove tendenze, in anticipo su quello che “sta già arrivando”.