Lutti Un ritratto del dj e rapper appena scomparso. Ascesa e declino dell’artista newyorkese. Dai giorni della Zulu Nation all’attivismo pacifista fino alle accuse di abusi sessuali
Immaginate una ripresa dall’alto del Bronx River Project: dodici edifici di cemento massiccio che incombono su un ovale di asfalto, vicino alle Bronxdale Houses e alle James Monroe Houses, magazzini umani dove la povertà e la violenza erano l’unica costante. Per capire chi è stato Afrika Bambaataa, l’original gangster diventato Master of Records, bisogna tornare lì, in quel paesaggio urbano che assomigliava più a una zona di guerra che a una città. In quegli anni di macerie di desegregazione forzata, Bam non era solo un dj, era un warlord dei Black Spades, la gang nera più temuta del Bronx, l’archeologo del breakbeat, un mistico interplanetario che, attraverso la Universal Zulu Nation, ha trasformato l’energia distruttiva della strada in una liturgia globale.