Regno Unito, l’archeologia del grime

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Al nuovo spazio del Victoria and Albert Museum di Londra, una PlayStation 1 è esposta in una teca. Accanto, interfacce software rudimentali, dispositivi domestici, frammenti di tecnologia che non nasce per fare musica. Fanno parte di The Music Is Black: A British Story, mostra inaugurata al V&A East, nell’area del Queen Elizabeth Olympic Park. Più che un museo nel senso classico, è un tentativo di spostare il baricentro: meno istituzione che espone, più dispositivo che si lascia attraversare. L’architettura è pensata per essere vissuta più che contemplata: aperture, passaggi, soglie. Anche le collezioni seguono questa logica: non isolate, ma esposte insieme ai loro meccanismi – conservazione, archiviazione, circolazione. Più che mostrare oggetti, il V&A East prova a rendere visibili le condizioni che li tengono insieme.

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