Lost Interviews #1: DJ Scratch

Lost Interviews #1: DJ Scratch

Eccovi un’intervista con il leggendario DJ Scratch realizzata nel 2006. Sono riuscito ad accedere ad un HD danneggiato e copiarne alcune cartelle… così nelle prossime settimane riproporrò una serie di Lost Interviews con artisti quali DJ Nu-Mark, Masta Killah, Chief Xcell, lyrics Born, Vast Aire, killah Priest, Rakaa e molti molti altri…
DJ Scratch vinse il New Music Seminar nel 1988 ed ebbe tra i suoi mentori Jam Master Jay il quale lo trasformò in un vero e proprio performer a tutto tondo, in cambiò Scratch gli insegnò trick e routines che divennero una presenza fissa negli show dei RUN DMC. Da lì a diventare il DJ del gruppo di Long Island EPMD, il passo fu breve e fu facilitato ancora una volta dall’amico Jay. Il resto è ormai storia…

u.net: In quali progetti sei impegnato al momento?

DJ Scratch: Negli ultimi tempi, ho lavorato a lungo insieme a Busta Rhyme per la realizzazione del suo ultimo album NYShit, la cosa più fica in giro al momento. A breve lavorerò con Papoose per la realizzazione del suo album. Sto producendo anche molto RnB con un componento dell’ex gruppo dei Blackstreet e molto molto altro…

u.net: NYShit non è solo il titolo di una canzone ma anche di una sorta di movimento che vuole ridare importanza alla città dove questa cultura è effettivamente nata. Ci vuoi dire qualcosa a proposito?

DJ Scratch: La canzone NYShit è stata realizzata prima del mio lavoro con Busta per il suo album. In questi ultimi anni, Busta ha collaborato con moltissimi artisti e ha prodotto remix di molti altri. Attualmente il rap che proviene dal sud è molto in voga e Busta ha lavorato con artisti del sud. Mentre vedevo tutto ciò ho detto ha Busta: “Dobbiamo produrre un po’ di roba nuyorkese” – NYShit appunto, ndr. Con tutto il rispetto per la musica che viene dal sud, Busta è uno dei pochi artisti che ha un seguito ed è rispettato percui se anche lui si rivolge verso quel genere di musica, tutti lo faranno. Capisci ciò che voglio dire? Busta è in grado di cambiare le dinamiche in atto con la potenza di un solo disco. Lo ha già fatto in passato.

u.net: Da qui alla realizzazione del pezzo?

DJ Scratch: Ho deciso che avrei prodotto io una traccia con l’impronta di NYC e così ho iniziato a lavorare con Swiss Beats. Io ho prodotto il beat e lui si è dedicato ai cori e abbiamo iniziato a far girare il pezzo. Così si è creato una sorta di dibattito intorno al pezzo. In pochi l’avevano effettivamente sentito ma tutti ne parlavano. Altri artisti avrebbero voluto il pezzo per loro, Jay Z per esempio, ma il suo album non era in uscita a breve e io sapevo che quel pezzo doveva essere pubblicato al più presto possibile. Il disco di Busta stava per uscire, noi abbiamo un ottimo rapporto per aver lavorato insieme per oltre dieci anni e così decisi di proporgliela… lui ci ha rappato sopra e il resto ormai è storia.

u.net: Parlando di NYC e delle origini della cultura Hip Hop, ci vuoi raccontare quali sono stati i pezzi e gli artisti che ti hanno fatto innamorare di questa cultura?

DJ Scratch: Quando mi sono innamorato di questa cultura non esistevano ancora dischi rap. C’erano le Jam e c’era Flash e i Furious 5, i Cold Crush Brothers, Grand Wizard Theodore, I Fantastic 5, tutti i pionieri… questa scena mi ha ispirato a esser parte della cultura Hip Hop.

u.net: Quando hai iniziato ad essere attivo nella scena? So che nel 1988 hai vinto una importante competizione di turntablism…

DJ Scratch: Ho iniziato a lavorare come DJ e a fare tour all’eta di 16 anni. Ero già da tempo attivo sulla scena prima di vincere quella competizione. Avevo circa 19 anni all’epoca. Ho lavorato per gradi facendo passi molto importanti da allora ad oggi.

u.net: Ci vuoi raccontare come hai incontrato/conosciuto Jam Master Jay (Jason Miller, DJ storico dei RUN DMC) e come sei diventato il DJ degli EPMD?

DJ Scratch: Ero stato contattato da Russell Simmons per aprire il concerto dei RUN DMC nel loro tour europeo e asiatico. Ho vinto la competizione nel frattempo. Durante il tour io e Jay eravamo molto affiatati e così abbiamo iniziato a raccontarci i nostri trucchi e tecniche da DJ. Lui voleva imparare le tecniche del turnatablism e io volevo imparare a gestire una serata intera e a lavorare con un gruppo. Io lo guardavo durante i loro spettacoli e ho imparato tutto quello che so da lui. Jam Master Jay mi ha trasformato da un DJ da battle in un showman.

u.net: Ci vuoi raccontare qualcosa della tua esperienza negli EPMD e sulla scena Hip Hop della fine anni Ottanta?

DJ Scratch: All’epoca ci divertivamo. Era tutto divertente. All’epoca l’originalità era la parola d’ordine. Era tutto molto diverso dai concerti e dischi contemporanei. All’epoca potevi trovare un line up di oltre dieci artisti Hip Hop all’interno del medesimo spettacolo oggi non un concerto rap non trova collocazione se non ha anche un gruppo RnB. Nella Golden Era ognuno aveva il proprio sound distintivo, gli EPMD avevano il loro sound così come gli Stetsasonic, Rakim, Whodini, Kool G Rap. Oggi tutti hanno lo stesso sound e tutti rimano delle medesime cose. Tutto era differente. Se facevi uno show era una cosa reale, non c’erano dieci persone con il microfono sul palco tanto da non riuscire a capire chi è il rapper… Si usciva tutti sudati, il pubblico e gli artisti.

u.net: Quando hai iniziato a dedicarti alla produzione musicale?

DJ Scratch: Diciamo che l’ho sempre fatto, magari non sapevo cosa fosse un producer ma mi sono dedicato alla produzione musicale sin da quando avevo dodici anni. All’epoca il DJ doveva necessariamente fornire la musica, non c’era neanche l’idea di un producer che realizzasse delle tracce o basi musicali. Il DJ era responsabile della musica, sia durante i concerti che per fornire il beat sul quale i rapper avrebbero cantato le loro rime. Come DJ eri praticamente anche producer. Ho sempre prodotto musica ma non ho iniziato a farlo seriamente dopo il 199, quando gli EPMD si sono sciolti. Prima, in pratica, eravamo perennemente in tour e non avevamo tempo di fare praticamente nulla.