So Misinformed – Snoop feat Slick Rick

So Misinformed – Snoop  feat Slick Rick

Vorrei dire a questo signore e a tutte le altre persone / Che non sono state benedette dalla melanina / Per far loro capire ciò che è successo nella nostra storia / Sei stato male informato tanto quanto noi siamo stati male informati. Una voce femminile in sotto fondo. Le parole che pronuncia sono un’accusa per la mancanza di fatti e informazioni, o meglio, sono una denuncia contro la diffusione di fatti errati che ha portato a una scorretta comprensione della storia e delle sofferenze degli afroamericani in America e, inevitabilmente, per i bianchi a una totale incapacità di comprendere le conseguenze di questa campagna di disinformazione. Inizia così So Misinformed il nuovo video di Snoop Dogg featuring Slick Rick (quinto singolo tratto dal 17esimo album dell’artista, I Wanna Thank Me), un video di denuncia altamente politico, forse uno dei più politici del rapper californiano.

Che Slick Rick sia, da sempre, una delle principali ispirazioni di Snoop Dogg non è certo una novità. L’MC di Longbeach non ne ha mai fatto mistero. Nel suo album di debutto del 1993, Doggystyle rappa, in segno di tributo, uno dei versi più conosciuti dell’allora MC Ricky D nel pezzo Lodi Dodi, stabilendo una connessione diretta tra la costa Est e quella Ovest, tra generazioni, tra stili. Slick Rick è uno storyteller eccezionale, capace di creare pezzi divenuti leggendari grazie al suo stile unico e contagioso e alla capacità innata di inserire una varietà di dettagli da far immergere completamente nell’atmosfera da lui raccontata. Dal canto suo, Snoop rappa, controlla il beat, cambia cadenza e flow con la stessa facilità con cui respira; per lui il linguaggio è un elemento da manipolare per creare sempre nuove metafore, nuove storie di vita e nuove punch-line.

Il video presenta una successione di sequenze che alternano immagini sulla dolorosa storia dei neri in America ad altre esperienze di protesta contemporanee. Le immagini si aprono con una visita guidata all’interno di un museo. Ciò che quei giovani si trovano di fronte è una serie di immagini raffiguranti scene di schiavitù, linciaggi e campi di internamento, nell’anno in cui si celebra l’anniversario dei 400 anni di presenza nera sul suolo statunitense. Quelle immagini rappresentano un ricordo indelebile di sofferenze immense ma, soprattutto, una condanna contro gli Stati Uniti per il trattamento riservato alla popolazione afroamericana, a quella latina e ai nativi americani. Immagini in bianco e nero e foto d’archivio si alternano ad altre a colori; in una scena notiamo una donna criticare libri di storia pieni di falsità e programmi scolastici, tali da non permettere l’insegnamento della vera storia degli Stati Uniti, affermare: L’olocausto è considerata la più grande atrocità perché ci sono immagini registrate su pellicola; [le atrocità commesse sui neri] non sono mai state filmate.

DJ Battlecat, il produttore del pezzo, sfrutta tutta la potenza del refrain di Get Up Stand Up di Bob Marley campionandolo e utilizzandolo come elemento trainante appoggiato su un beat reggae. Il richiamo alla figura dell’icona giamaicana risuona come un’esplicita denuncia contro l’oppressione politica e razziale che soffoca; un appello alla ribellione contro un sistema che soggioga i popoli, aizzandoli l’uno contro l’altro. Un riff di chitarra elettrica aggiunge un piccolo extra al sound, così come il ritornello rappato da The Ruler con il suo flow inconfondibile. Nessuna scusa / uguaglianza / la gioventù è il futuro canta l’MC che ha scritto un pezzo come Hey Young World ormai più di 30 anni fa.

Nel suo verso, Snoop chiede l’unità nella comunità nera. Loda l’eccellenza nera, applaude la diversità a Capitol Hill e afferma tutto il suo apprezzamento per l’abbattimento delle statue dei generali confederati. I politici hanno ora gonna e cappello / La camera dei rappresentanti ha stile e mi piace / il potere delle donne nere si, io lo sostengo / nuove porte di aprono, vecchie statue vengono abbattute. Celebra la nuova generazione di deputate elette dopo le ultime elezioni di midterm così come quel movimento antirazzista impegnato a eliminare le vestigia di un passato di oppressione, violenza e profonda ingiustizia. Snoop parla direttamente alla coscienza dei neri, e lo fa in rima, con le sue rime. Le fondamenta sono state gettate / Tutte le nazioni sono state create / attraverso il lavoro dei nostri antenati indietro, indietro, indietro nel tempo / Quattrocento anni fa, tutti voi ci avete resi schiavi / E potete sentirlo nel profondo, in quello spirito che risale prepotente dalle tombe. Il capitale gratuito associato allo schiavismo ha creato le premesse per la nascita degli Stati Uniti. E il dolore generato dall’oppressione nera risuona ancora nei corpi, nelle parole e nell’arte. Sempre di più, negli ultimi anni, Snoop Dogg scrive pezzi con l’obiettivo esplicito di diffondere consapevolezza politica e sociale; a quasi 50 anni Snoop è oggi più politico che mai!

Sembra un’affermazione assurda, soprattutto se riferita al rapper che più di ogni altro ha contribuito a diffondere lo stile di vita gangsta e a far diventare popolari termini come pimp – pappone e ho – prostituta e il cui passato è profondamente segnato da problemi legali, nonché da un ventennio di liriche controverse; ma è proprio così, Snoop sta diventando sempre più politico.

Abbiamo assistito all’emergere di una sua coscienza politica nel 2005 quando manifesta a sostegno del fondatore di Crips, Stanley “Tookie” Williams, condannato a morte nel dicembre di quello stesso anno. In quell’occasione Snoop scrive una canzone, Real Soon, una denuncia contro la pena di morte, e partecipa a diverse iniziative a sostegno di Williams. Da quell’episodio, il suo impegno è stato progressivo; con l’elezione di Trump, però, Snoop Dogg passa al livello successivo, dalle critiche e le denunce delle storture del sistema agli attacchi personali. Nel 2016, Snoop pubblica il singolo Lavender nel cui video punta una pistola contro un pagliaccio che assomiglia in tutto e per tutto al 45° presidente USA e preme il grilletto. Quel video scatena le reazioni della Casa Bianca ma rappresenta solo il primo di una serie di attacchi, in musica e immagini, nei confronti del presidente. Nel pezzo Make America Crip Again, Snoop si schiera dalla parte degli atleti coinvolti nelle manifestazioni e nelle proteste contro la brutalità della polizia, iniziate da Colin Kaepernick, quaterback dei San Francisco 49ers. So Misinformed appare dunque come un nuovo passaggio, non certo l’ultimo, dell’evoluzione del rapper californiano.

Snoop ha donato migliaia di dollari ad organizzazioni benefiche; la sua strategia per influenzare i giovani in positivo è lo sport. Sponsorizza eventi di beneficenza – di recente a Flint, Michighan, ha partecipato alla raccolta fondi di basket Hoop 4 Water. La sua Snoop Youth Football League cerca di avviare i giovani all’atletica.

Intervistato sulle pagine di Billboard nell’agosto 2019, Snoop afferma: Sono stanco di un presidente razzista. Volevo realizzare un disco che fornisse cultura e educazione, che potesse stimolare riflessioni su ciò che sta accadendo in questo momento in America. Siamo stati male informati – misinformed, abbiamo percorso le strade sbagliate, dividendoci in fazioni invece di unirci in un fronte comune. Dovremmo davvero amarci l’un l’altro. Così ho deciso di scrivere un testo capace di rappresentare quel cambiamento.

Il video termina con una nota emotiva, una clip dello struggente discorso pronunciato da Zianna Oliphant, una bimba di nove anni, all’indomani delle proteste e successivi riot avvenuti a Charlotte, Carolina del Nord, nel 2016 contro l’assassinio di Walter Scott, colpito alla schiena da sei colpi sparati da un poliziotto. All’epoca quella sequenza diventò virale. Snoop Dogg ha deciso di utilizzare quel clip per offrire una dolorosa ma attenta rappresentazione dello shock e del dolore causati, soprattutto nei giovani, dall’uccisione continua di neri americani per mano della polizia. Il pezzo termina con queste rime, Mettitelo in testa, cercheranno sempre di tirarti giù / Io non ti dirò mai di smettere, sta tutto nell’elevarsi, perché come sostiene Snoop, Se dipingi la morte, ottieni la morte. E se dipingi la vita, ottieni la vita.