Guida al Party Intergalattico !

George Clinton & i Parliament Funkadelic si sono affermati nel pantheon della musica come una delle band più eclettiche, prolifiche ed originali degli anni Settanta. Guidati dal genio creativo di Clinton, innovando le fondamenta del funk erette da James Brown e mixandole con l’ethos hippie ereditato da Sly And The Family Stone, il gruppo fu in grado di evolvere da quintetto doo-wop di Plainfield, nel New Jersey, a collettivo funk-rock psichedelico capace di produrre un incredibile mix di suoni e un immaginario adatto a un party intergalattico.

La musica di George Clinton, l’archeologo del funk, il mistico interplanetario ha trovato nuove vie espressive nel corso degli anni Ottanta grazie al diffondersi dei primi campionatori. E lo stesso Clinton ne fu entusiasta: “Amo tutti i campioni e come sono stati reinterpretati; è il modo in cui le nuove generazioni fanno musica. Il funk è il DNA stesso dell’hip-hop.” Insieme a James Brown, Clinton è l’artista più campionato dai produttori musicali, la sua musica ha rappresentato una risorsa apparentemente illimitata per le generazioni successive. L’importanza del P-Funk nella storia dell’Hip Hop è incalcolabile; Mothership Connection, album del 1975, è la forza che lega i pezzi iconici di Grandmaster Flash, De La Soul, Public Enemy EPMD, all’afrofuturismo di Afrika Bambaataa, Outkast e Missy Elliott, al G-funk di Dr. Dre e Snoop Dogg per arrivare a Kendrick Lamar. Di seguito una selezione di tracce rap che non si sono limitate a campionarlo, sono canzoni che si ispirano direttamente all’immaginario funkadelico di George Clinton.

 AFRIKA BAMBAATAA – PLANET ROCK

Alle origini della cultura Hip Hop, Afrika Bambaataa, uno dei DJ pionieri del genere, fu uno dei primi discepoli di Clinton, integrando nel suo immaginario l’idea della fuga interplanetaria per sfuggire dalla devastazione del Bronx degli anni Settanta. Bambaataa ha distillato nella musica quell’immaginario proto-spaziale, zeppo di immagini e riferimenti ai videogame e ai fumetti di fantascienza allo s-language Hip Hop. Ispirato dai gelidi paesaggi sonori dei sintetizzatori dei Kraftwerk e di Gary Numan così come dal glitch sinfonico stile videogame della Yellow Magic Orchestra, nel 1982 pubblicò Planet Rock, un singolo talmente rivoluzionario da abbattersi come un meteorite su New York City, creando un effetto big bang che ha fuso insieme diversi stili musicali innescando la rivoluzione dell’electro funk.

 

DE LA SOUL – ME MYSELF AND I

Con il loro album d’esordio, 3 Feet High e Rising, i De La Soul hanno introdotto la filosofia della Daisy Age (Da Inner Sound Y’All) nell’Hip Hop,  consacrandosi come i veri marziani nella scena dell’epoca. Le produzioni del giovanissimo e immaginifico Prince Paul, membro della band Hip Hop degli Stetsasonic, erano stracolme di campioni ‘funkadelici’ e divertenti interludi.  Me, Myself and I, terzo singolo del gruppo, è stata la prima canzone del gruppo ad arrivare al numero uno della classifica R&B americana. Prince Paul non fu il primo a campionare elementi di Not Just Knee Deep; che si trattasse dell’iconico colpo di batteria in apertura, dei synth stridenti o dei vertiginosi “whoah woah woahs”, Prince Paul fu il primo a campionarli tutti insieme, remixandoli in una party jam cosmicamente inclusiva.

 

DIGITAL UNDERGOUND – THE HUMPTY DANCE

Pubblicato nel 1990, “The Humpty Dance” fu un successo di enorme rimasto in vetta alla classifica di Billboard per oltre cinque settimane, raggiungendo il n. 11 della Hot 100 americana, in epoca in cui il rap non dominava ancora le classifiche. Il pezzo è senza alcun dubbio uno dei brani rap più funky e ‘stupidi’ di tutti i tempi, rappato con una fortissima cadenza nasale da Humpty Hump aka Shock G su una linea di basso ipnotica. Al centro della musica e della filosofia dei Digital Underground c’erano George Clinton e il P Funk. E non solo per via dei campioni scelti, bensì per l’umorismo, l’atteggiamento, e lo stile. Nessuno nella scena Hip Hop ha saputo interpretare meglio quell’estetica e immaginario.La mitologia del P-funk (ovvero la storia di Starchild, un essere intergalattico destinato a rivelare il Funk all’umanità per volere dell’Essere Supremo dell’universo, il Dr. Funkenstein) ha plasmato il personaggio di Humpty Hump.

 

Dr DRE – LET ME RIDE

Se il gangsta rap è stato il sottogenere dell’hip-hop più popolare dalla fine degli anni ’80, il “G Funk” è stata la creazione che ha dato origine a quel sound unico, peculiare, West Coast. Il nome G-Funk è un rimando esplicito allo stile Psychedelic Funk di Clinton ed è caratterizzato da un sound lento, rilassato: 90 bpm su campioni di canzoni soul melodiche, con un groove e liriche laid back. L’album di esordio di Dr Dre, The Chronic, ha cambiato per sempre l’hip hop, portando il genere in cima alle classifiche e rendendolo parte della cultura mainstream. L’album racconta la cruda realtà delle strade di Long Beach e Compton attraverso a una produzione musicale molto accattivante: una versione distorta e widescreen dell’universo funkadelico dei Parliament Funkadleic. Uno dei campionamenti più sfacciati lo ritroviamo nel singolo “Let Me Ride”, che vede Dre, Snoop Dogg, Jewell e RC rappare su “Mothership Connection (Star Child)” dall’omonimo album dei Parliament del 1975.

 

SNOOP DOGG – WHO AM I

Nel 1993, l’album di debutto di Snoop Dogg, Doggystyle, rappresentava l’esordio più atteso dell’anno. Le produzioni di Dr Dre avevano portato la sua storia d’amore con i soul e funk degli anni ’70 a nuovi livelli, contribuendo ad elevare lo status di un emergente Snoop Dogg a vera superstar. Who Am I (What’s My Name), il primo singolo estratto dall’album, presenta sample e interpolazioni campionati da “Atomic Dog” nel ritornello e da “Give Up the Funk (Tear the Roof off the Sucker)” nel bridge; inoltre il campione vocale (“the bomb”) preso da “P. Funk (Wants to Get Funked Up)” è rintracciabile per tutta la durata della canzone. In quel primo singolo Snoop si presenta sulla scena reinterpretando il ritornello di “Atomic Dog” con un refrain divenuto un instant classic: “Bow wow wow yippy yo yippy yay / Doggy Dogg’s in the motherf*ckin’ house”.

 

OUTKAST – ATLiens

Il gruppo rap di Atlanta degli Outkast si è ispirato ampiamente alla filosofia afro-futurista di George Clinton per definire e caratterizzare la loro immagine e sound. Il secondo album del gruppo, ATLiens (gioco di parole tra la loro città d’origine e la parola alieni) presenta un immaginario denso di pianeti sconosciuti, costellazioni e extra terrestri che utilizzano per denunciare il loro status di ‘alieni’ rispetto alla scena hip hop dei primi anni ’90, alla società americana e alla dura quotidianità dei neri nel Sud degli Stati Uniti. Le produzioni musicali fondono uno stile boom bap con liriche proto-spaziali. Con titoli di canzoni come “ATLiens”, “Babylon”, “Elevators”, “E.T. (Extraterrestrial)” e “13th Floor”, il gruppo ha portato il rap verso nuovi regni dell’immaginario nero che nel rap nessuno aveva esplorato dai tempi di Bambaataa. In tal senso basta guardare il booklet, dove in un fumetto sci-fi i due MC mescolano assieme profezie millenarie, imperi del male, mito di Atlantide e iconografia biblica. Anche in questo caso l’ispirazione esplicita è Pietro Bell, l’artista associato alle più psichedeliche e iconiche cover dei Parliament Funkadelic.

 

CHILDISH GAMBINO – RIOT

La maestria nell’utilizzo campioni, delle macchine digitali e di quelle analogiche in Awaken, My Love, secondo album di Childish Gambino, ha permesso una sua personale riuscitissima full immersion nel funk psichedelico degli anni 70, con particolare attenzione a George Clinton, anche se solo una traccia contiene un campionamento dei Parliament, la traccia Riot. La canzone intende essere una trasposizione delle emozioni, azioni e speranze viste dalla prospettiva di un rivoltoso/rioter proprio nel pieno dell’azione/riot. Il campionamento realizzato è un esempio ‘da manuale’ dell’arte del sampling: il campione estrpolato preso da Good to your earhole sulla traccia originale è breve, fugace ma quel sample diventa il cuore pulsante della traccia prodotta da Childish Gambino.

 

Oltre ad aver plasmato il sound Hip Hop dagli anni 80, George Clinton ha collaborato in prima persona con numerosi rapper, gruppi e produttori: da Tupac Shakur , Shock G, Outkast, a Redman, Ice Cube, Kendrick Lamar fino ad arrivare nel settembre 2020 ai Public Enemy e Cypress Hill per la realizzazione di Grid, singolo incluso nell’album dei PE, When the grid goes down.